Turisti non per caso

Capitali…d’Italia

Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena sono le Capitali della cultura italiana 2015. Una designazione per non disperdere i progetti sviluppati per la candidatura a Capitale europea della cultura 2019, vinta da Matera.

Cagliari: “Weaving Possible Worlds” – Ricucire mondi possibili
Lecce: Reinventare Eutopia
Perugia: “Seeding Change” – Seminare il cambiamento
Ravenna: Mosaici di Cultura
Siena: “On” – Accendere

CINQUINA ECCELLENTE

Con l’assegnazione a Matera del titolo di Capitale europea della Cultura 2019, il sogno delle altre cinque finaliste, Caliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena, non… si è infranto. Il decreto Franceschini del 12 dicembre 2014 ha stabilito che sono loro le Capitali italiane della cultura di quest’anno e che dal 2016 si procederà alla nomina di una città alla volta. Le esperienze e le energie raccolte attorno ai progetti di candidatura possono trovare così una nuova occasione per raggiungere alcuni degli obiettivi prefissati nel cammino di selezione. Matera piazza Vittorio VenetoMatera p.zza Vittorio Veneto – (foto Nico Colucci)

PROGETTI PER IL FUTURO

Per Cagliari, all’insegna dello slogan “Weaving Possible Worlds” (Ricucire mondi possibili), il progetto è stato costruito per riscrivere geografie culturali. Lecce con “Reinventare Eutopia” ha inteso proporre lo sviluppo urbano come sviluppo umano. Perugia ha pensato con “Seeding Change” (Seminare il cambiamento) all’innesto di nuovi modelli di crescita sul territorio. Ravenna ha puntato su “Mosaici di Cultura”, la composizione delle diversità interpretata come un processo aperto. La città di Siena ha riletto con “On” (Accendere) il patrimonio culturale come motore di cambiamento sociale ed economico.

EVENTO – APPUNTAMENTO A MATERA

Matera con il suo progetto riassunto nello slogan “Open future” (Aprire il futuro) ha convinto la giuria internazionale nell’assegnarle il titolo di Capitale europea della Cultura 2019, che condividerà con Plovdiv in Bulgaria. Al centro dell’iniziativa ci sono i cittadini di Matera, della Basilicata, dell’Italia, dell’Europa ai quali sarà proposto un programma per creare un nuovo abitante culturale, ossia un cittadino consapevole che considera la cultura un bene primario. Due saranno i poli chiave del progetto: I-Dea, Istituto Demo-Etno Antropologico, per mettere in rete gli archivi della regione, e Open Design School per formare giovani designer.
Matera idris
Matera Idris – (foto Nico Colucci)

CITTÀ SOSPESA

Cagliari, capoluogo della Sardegna, è una “città sospesa tra cielo, terra e acqua”. Non sono solo il mare e il parco naturalistico del Molentargius ad attirare i turisti, ma anche i panorami di Castello, il quartiere attorno al quale è cresciuta la città, la spiaggia, la vita notturna, la sua storia millenaria con le testimonianze antiche di epoca punica e romana. Proprio tra queste vi sono due siti d’eccezione: la necropoli punica di Tuvixeddu e l’anfiteatro romano. La prima, la più vasta del bacino del Mediterraneo che conserva ancora meravigliose pitture parietali, sorge sul colle omonimo e fu utilizzata tra il VI e il III secolo a.C. per dare sepoltura ai defunti. L’anfiteatro romano, risalente al I-II secolo d.C., è scavato per metà nella roccia e poteva ospitare circa 10mila spettatori.
Cagliari-Necropoli Tuvixeddu
Cagliari – Necropoli Tuvixeddu

PATRIMONIO DI MOSAICI

 

“Romana, gota, bizantina, ma anche medievale, veneziana e infine contemporanea”, in sintesi questa è Ravenna. Plasmata dall’acqua che ha determinato la sua conformazione e le sue fortune con l’antico porto di Classe e con il ruolo di capitale dell’Impero Romano d’Occidente, vanta il più ricco complesso di antichi mosaici risalenti al V-VI secolo d.C., conservati nei monumenti religiosi paleocristiani e bizantini. Le basiliche di Sant’Apollinare Nuovo e in Classe, di San Vitale, i mausolei di Galla Placidia e Teodorico, i battisteri Neoniano e degli Ariani, la Cappella Arcivescovile rappresentano un complesso straordinario che l’Unesco ha riconosciuto Patrimonio dell’Umanità. Uno scrigno d’arte che si accompagna a un’offerta diversificata di musei e di attrattive turistiche legate ai lidi.

Ravenna Basilica di San VitaleRavenna Basilica di San Vitale – (archivio foto Comune di Ravenna)

LA VITA NEL CENTRO STORICO

Siena-Piazza del Campo
Siena – Piazza del Campo (Sxc.Hu)
 

È Patrimonio Unesco dell’Umanità anche il centro storico di Siena. “Un capolavoro di dedizione e inventiva in cui gli edifici sono stati disegnati per essere adattati all’intero disegno della struttura urbana”, come è stato definito; è in grado di richiamare nella città toscana tanti turisti attratti dall’arte, dalla buona tavola, dal Palio. Un nucleo che dalla piazza principale, Piazza del Campo, con la fonte Gaia, il Palazzo Pubblico e la Torre del Mangia si dipana, attraverso stradine piene di negozi, verso il Duomo e altre chiese e palazzi storici. Nella Pinacoteca Nazionale è conservata la più importante raccolta di dipinti, dai fondi oro, con le testimonianze dei grandi protagonisti della scuola senese, da Duccio di Boninsegna, a Simone Martini, a Pietro e Ambrogio Lorenzetti.

UNA FONTANA PER SIMBOLO

 

Altra perla di epoca tarda medievale è Perugia, capoluogo dell’Umbria. Ancora una volta è una piazza, IV Novembre, nel cuore della città, a racchiudere i monumenti testimoni del suo passato di Comune e di Signoria. La Fontana Maggiore, considerata il simbolo di Perugia, è una delle opere principali della scultura medievale per merito di Nicola e Giovanni Pisano. Di fianco sorge lo splendido Palazzo dei Priori, in stile gotico, tuttora sede del Municipio. All’interno conserva sale notevoli, come quella dei Notari, e agli ultimi piani ospita la Galleria Nazionale dell’Umbria, dove spicca la collezione di dipinti di artisti legati alla città, come Piero della Francesca, Pinturicchio, Perugino. A lato si erge la Cattedrale di San Lorenzo, la cui facciata è impreziosita da un portale barocco.

Perugia-Cattedrale di San Lorenzo Perugia – Cattedrale di San Lorenzo (foto archivio Comune di Perugia)

PAESAGGI DA GODERE

Caglari-Parco Molentargius
Caglari – Parco Molentargius (foto di Filippo Melis)
Tesori d’arte, ma anche tesori di paesaggi. Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena si distinguono per la varietà e la particolarità del territorio. Vivere l’emozione di scenari pittoreschi come tele d’artisti che offrono le Crete Senesi; osservare i fenicotteri specchiarsi nelle acque delle saline del Parco del Molentargius a Cagliari; scoprire nel Parco di Rauccio, a Lecce, un insieme di ambienti, dal bosco a lecceta, agli acquitrini, alla macchia mediterranea; passeggiare nell’oasi di Punte Alberete, ultimo esempio di palude d’acqua dolce, e fare birdwatching nella Valle Mandriola nel ravennate; immergersi nella quiete e nel verde di boschi e sentieri che in mezzo ad alberi monumentali portano a castelli e pievi nel perugino. Sono tutte esperienze che non si dimenticano.

VIVERE IL BAROCCO

Lecce-Basilica di Santa Croce
Lecce – Basilica di Santa Croce (www.ilecce.it)
Città del barocco per antonomasia è Lecce, in Puglia. La presenza di una pietra locale, la pietra leccese, dal colore ambrato e facilmente lavorabile con lo scalpello, ha permesso di creare durante il Seicento uno stile di architettura unico, che ha lasciato prove in numerosi edifici religiosi e civili. La Basilica di Santa Croce è uno degli esempi più belli tra le circa quaranta chiese realizzate in questo stile. Un altro suggestivo esempio è il complesso monumentale di Piazza del Duomo, uno dei rari casi di “piazza chiusa” in Italia, che racchiude la cattedrale, i palazzi del Vescovado e del Seminario, il Campanile. Questo stile si riverbera anche in altri centri del Salento, come Galatina e Nardò, facendo di questo territorio una meta sempre più ricercata dai turisti.

DOLCI – TRADIZIONI IN PASTICCERIA

Dolce Salentino-Pasticciotto
Dolce Salentino – Pasticciotto (foto di Lara Galati)
Panforte, sebadas, torcolo di San Costanzo, caterine, pasticciotto… tante specialità da far venire l’acquolina in bocca! La tradizione dolciaria senese, nata nei monasteri e nelle spezierie, annovera, oltre al panforte, altre due specialità molto conosciute: ricciarelli e cavallucci. Rivela un’origine legata alla pastorizia la sebadas o seadas, in quanto a base di formaggio pecorino, semola, miele o zucchero, come anche la pardulas, tortina con ripieno di ricotta o formaggio fresco. Creato per festeggiare il patrono, il torcolo di San Costanzo, a forma di ciambella con pinoli, semi di anice, uvetta e canditi, si trova nelle pasticcerie a Perugia tutto l’anno. A Santa Caterina sono legati i biscotti tipici di Ravenna, le caterine, di pasta frolla a forma di bambolina, gallo e gallina ricoperta di cioccolato e zuccherini colorati. Caratteristico del Salento è il pasticciotto, proposto con diversi ripieni, oltre alla classica crema pasticcera, e nella versione tortino o torta rotonda di pasta frolla.

a cura di Federica Serva

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