Tendenze

Vendere su strada

Se prima della pandemia spopolavano Carrettini e ape per offrire gelati, bevande e cibi, ora stanno conquistando sempre più spazio le postazioni mobili esterne ai locali

 

Il carretto passava…

L’immagine del carrettino dei gelati fa parte del nostro patrimonio di memorie. Il veicolo pedalato o spinto dal gelatiere, vestito di bianco, con le cupole di acciaio lucide che custodivano allettanti mantecati e la tenda a strisce che proteggeva dal caldo estivo, oltre a essere ricordato dai più anziani, è stato immortalato da fotografi, raccontato da scrittori, celebrato pure da un cantautore. La sua funzione in gelateria non è andata persa, anzi si dimostra tuttora un efficace strumento per promuovere il negozio e aumentare l’incasso.

 

Un evergreen

Il carrettino è l’icona di una tradizione artigianale. Leggero e maneggevole da spostare, con il suo aspetto vintage conquista i consumatori. Disponibile con un’autonomia di alcune ore o con alimentazione continua, è allestito con carapine e accessori utili al servizio; su richiesta si può personalizzare con grafiche fantasiose. Oggi l’evoluzione del carrettino a spinta è il triciclo, che permette di percorrere distanze maggiori con poca fatica soprattutto nella versione con pedalata assistita. Come una bicicletta può circolare nei centri storici, nelle zone a traffico limitato, nei parchi, abbinando l’offerta del dolce freddo con l’immagine, molto attuale, di mezzo “green”.
L’attenzione all’ambiente e alla sostenibilità ha favorito lo sviluppo di nuovi modelli elettrici.

Da ruote a rotelle

Il modo di proporre la vendita di alimenti dolci e salati, gelati e bibite in mobilità si è adattato a nuove esigenze in relazione alla società e agli stili di vita. L’apprezzamento dello street food era legato al concetto di cibi di strada, spesso di origine regionale, proposti con tricicli, Ape, chioschi mobili, porter, furgoni parcheggiati per vie e piazze. Poi con il cambiamento dei comportamenti forzatamente imposto dalla diffusione del Covid-19 la necessità di un acquisto veloce, anche d’impulso, ha portato alla ribalta postazioni mobili fuori dai locali.

Tradizioni allettanti

La pandemia ha, purtroppo, messo in crisi l’attività del commercio itinerante. Fino al 2019, secondo la Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi, il numero di imprese di street food era cresciuto ben del 48,8 per cento a livello nazionale. Vari i motivi alla base dello sviluppo, dalla riscoperta di tradizioni culinarie alla ricerca di prodotti a chilometro zero, all’opportunità di impiego soprattutto per i giovani. Sagre e feste paesane, eventi speciali, punti strategici di passaggio in città e località turistiche erano rallegrati dalla presenza di Ape, chioschi, food truck colorati e accattivanti secondo l’offerta culinaria; una gran tentazione per il consumatore.

IDEA VINCENTE

Tra i simboli del made in Italy, l’Ape continua ad affascinare grazie all’aspetto retrò e alla facilità di guida e di trasporto di prodotti. Il suo successo si deve, infatti, all’intuizione iniziale di creare un motofurgone di piccola
cilindrata, non costoso da acquistare e mantenere, in grado di affrontare il traffico e le strade per portare in giro la merce. Opportunamente allestito con attrezzature professionali e customizzato secondo il brand dell’azienda
diventa un piccolo ristorante itinerante, così come una piccola caffetteria, birreria, gelateria, pasticceria. La versatilità dell’allestimento è fondamentale anche in questo periodo facendo dell’Ape un eccellente mezzo per le consegne a domicilio. In crescita è la richiesta della versione elettrica a ridotto impatto ambientale.

Nuove esigenze

Il distanziamento sociale ha drasticamente ridotto le occasioni di incontro, favorendo altre abitudini. Da un lato è cresciuto il ricorso al servizio di delivery, dall’altro si sono moltiplicati gli allestimenti di spazi e postazioni per intercettare clienti di passaggio. Come la creazione di dehors ha permesso ai locali di espandersi all’esterno,
modificando anche il paesaggio urbano, così l’aggiunta di un bancone o di una vetrina su rotelle fuori dal locale favorisce il consumo “on the go”. Una postazione allestita, oltre a essere funzionale ed esteticamente più attraente, può servire anche ad ampliare l’offerta con altri prodotti complementari, come un caffè, un cocktail, una granita, una crêpe, un waffle, un bombolone, da ordinare e ritirare per essere consumati da un’altra parte.

 

Tante le opportunità

Al calo delle consumazioni al banco e al tavolo a causa dell’emergenza sanitaria si aggiunge l’incognita della coda. Disporre pertanto di una vetrina per gelati e granite movimentabile o di un banco bar mobile su ruote permette non solo di allargare all’esterno la vendita, sfruttando il passaggio dei clienti sulla strada in qualsiasi momento della giornata, ma anche di estendere temporaneamente la propria attività in un altro e diverso contesto. La postazione mobile, portata all’interno, si può trasformare in fissa e diventare un banco di servizio aggiuntivo oppure supplementare, se predisposta per offrire altre specialità.

 

Gelati e caffè…

Realizzati con materiali e soluzioni per l’esposizione esterna grazie all’alto livello di tecnologia, vetrine e banchi mobili sono configurabili secondo le esigenze, razionalizzando al meglio lo spazio disponibile.
Nel caso della vetrina gelato si può scegliere il numero di carapine o vaschette, il tipo di alimentazione elettrica necessaria per la refrigerazione e l’illuminazione, ossia con collegamento alla rete o da un generatore di corrente, la presenza di accessori, come portaconi, contenitori multiuso, lavello, piano cassa e anche l’aggiunta di una tenda.
Nel caso del banco bar lo spazio del piano può essere perfettamente organizzato per ospitare una macchina espresso, gli strumenti per preparare cocktail, un lavabo con rubinetto, una vasca per ghiaccio e diverse vaschette per ingredienti.

 

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