Tendenze

Ripresa contemporanea

Parquet, divani in pelle, pareti in vetrocemento, oggetti dalle tinte forti. Anche l’architettura e il design hanno risentito della forte ventata di creatività degli anni Ottanta che ha lasciato un’impronta decisiva ancora oggi, capace di ispirare nuove realizzazioni. In quel periodo, con l’economia in ripresa, si spendeva per acquistare una casa e renderla uno specchio del proprio tenore di vita. Quasi il settanta per cento delle abitazioni era di proprietà e l’industria dell’arredo, tra i protagonisti dell’affermazione del made in Italy assieme alla moda, offriva prodotti particolari, frutto non solo della rodata collaborazione fra imprenditori e progettisti, ma anche della prolifica sperimentazione di nuovi materiali e nuove modalità di espressione.

OGGI L’INTERIOR DESIGN DEI LOCALI
RIFLETTE L’ESUBERANZA ESTETICA
E LA VOGLIA DI VIVERE DI QUEGLI ANNI

 

Forme geometriche, luce e colore sono protagonisti dell’arredamento, calati in ambienti non più rigidamente suddivisi. Si comincia a far strada il concetto di open space, per cui cucina, sala da pranzo e soggiorno convivono nello stesso ambiente. La parete in vetrocemento serve per separare l’ingresso dal resto della casa senza perdere luminosità. Si abbinano materiali di diverso tipo, come metallo, plastica, vetro e legno; si valorizza l’illuminazione con la scelta di grandi lampade e con l’introduzione del led accanto al neon dominante; si accende il contrasto fra le tinte delle pareti e degli arredi, questi ultimi spesso fluorescenti. I mobili laccati in cucina diventano un must, come il divano in pelle nel salotto e il pavimento è spesso in parquet. I complementi d’arredo acquistano un’importanza allora sconosciuta. Apparire è un imperativo.

 

Nasce il rito dell’aperitivo e il mito della “Milano da bere”. Si ama ancora ricevere in casa ma soprattutto uscire, andare al bar per un caffè, al fast food per un panino, al ristorante per una cena. L’arredamento dei locali riflette l’esuberanza estetica e la voglia di vivere di quegli anni nei colori, nei materiali, nell’illuminazione. La sua eco si riverbera oggi, tra ricordi di vita vissuta e desiderio di rilancio, nella ristrutturazione o nelle aperture di bar e ristoranti che ripropongono dettagli ispirati alle atmosfere di quel decennio.

Atmosfera tipica dell’epoca Dal Milanese, nuovo locale che nel capoluogo meneghino reinventa l’idea di trattoria come luogo informale ma dall’ambientazione curata. Riprende alcuni elementi costruttivi e decorativi tipici della “Milano da bere”, dal pavimento in parquet alla parete con fantasia floreale, dai neon alle stampe di pubblicità.
Sottolinea il sapore di quegli anni con l’inserimento nel menu di diversi classici della cucina milanese da gustare con un sottofondo musicale riprodotto da un giradischi. Nel cocktail bar e bistrot NoloSo, sempre a Milano, le suggestioni Eighties si respirano grazie alle pareti rosa e blue Tiffany, colori che sono ripetuti anche nei tavoli, ai neon sul soffitto che rendono più originale l’illuminazione e alle illustrazioni che si rifanno allo stile pop di Keith Haring. Inoltre, la presenza di una consolle permette di ascoltare tutto il meglio della musica di quegli anni.

L’ILLUMINAZIONE GIUSTA ARREDA; ECCO CHE SI RIPRESENTA
PREPOTENTEMENTE IL PUNTO LUCE AL NEON O LE SCRITTE DI OGNI TIPO

Le gelateria cambiano veste

Gli anni ’80 sono stati significativi in gelateria per la maggiore attenzione rivolta all’arredo. L’accresciuta capacità di spesa dei consumatori, il moltiplicarsi del numero di locali, l’incremento delle proposte di ice cream industriale fanno capire agli artigiani del “dolce freddo” l’importanza di accogliere i clienti in un ambiente ben curato con vetrine attraenti e moderne dove esporre non solo mantecati, ma anche altre specialità. Grazie allo sviluppo tecnologico le aziende mettono a disposizione modelli evoluti di vetrine, orizzontali e verticali, che funzionano a freddo statico o a freddo ventilato, e un’ampia gamma di moduli di arredo predefiniti e componibili per personalizzare l’ambiente secondo le loro esigenze.

 

Anni indimenticabili

“Per chi li ha vissuti gli anni Ottanta sono stati indimenticabili, un periodo irripetibile per la moda, la musica, l’arte” sostiene Roberto Antobenedetto, socio con Michelangelo Pepè e Patrizia Pozzi dello studio RPM Proget che ha curato i progetti di Numa e Pop’s. “Le giovani generazioni li apprezzano e li reinterpretano. L’aspetto interessante nella progettazione degli interni dei locali è proprio questa, cioè la ripresa di alcune caratteristiche per trasformarle, mescolate nei vari contesti e con altri stili, in qualcosa di nuovo e attuale”.

Il recupero di alcuni dettagli, reinterpretati in un mood contemporaneo, caratterizza alcuni locali a Roma. Il ristorante Numa, ad esempio, ha riaperto dopo un restyling che ha rinnovato il menu per farlo diventare trasversale, dalla colazione alla cena, e la location per darle un appeal diverso e intrigante. L’atmosfera di stampo coloniale è punteggiata da rimandi agli anni Ottanta nelle poltrone dell’ingresso rivestite con un tessuto
floreale, nelle alzate delle panche in pelle, nell’uso di stampe alle pareti che contribuiscono a rendere più accogliente la location. Da Pop’s American Bakery le note anni ’70 e ’80 si mescolano sapientemente per rendere immediata anche nell’atmosfera la rilettura in chiave nostrana della tradizione gastronomica statunitense. Da qui i tocchi di colori vivaci, la presenza di comodi divani in pelle, l’inserimento di un pannello con il frontale di un’auto che si illumina, l’esposizione di alzate per dolci, tipiche di quegli anni.

UN RITORNO AL PASSATO CON DETTAGLI ANIMALIER, DAI MOTIVI ZEBRATI ALLA FANTASIA LEOPARDO; IN QUESTO DECENNIO VIVEVA LA PASSIONE NELL’ARREDO DEI MANTI ANIMALI

A cura di Federica Serva

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