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Afidamp chiarisce le regole di sanificazione per il settore HORECA

Nelle settimane che vedono l’apertura di molti locali tra bar e ristoranti il tema della sanificazione e della pulizia diventa ancora più caldo. Non solo per i clienti, che devono ritrovare la fiducia nel frequentare luoghi esterni alle proprie case e nel ritornare a consumare, ma anche per i titolari degli esercizi pubblici che si trovano a dovere interpretare le richieste del Decreto Rilancio per non incorrere in rischi per la salute di tutti: dipendenti, clienti, fornitori.

Il ruolo di AFIDAMP – Associazione Fornitori Italiani Attrezzature Macchine Prodotti e Servizi per la Pulizia – è di grande rilievo in questo momento perché l’associazione, che da anni collabora con le principali associazioni di categoria del settore Horeca, ha portato avanti un’intensa attività di informazione, divulgazione, realizzazione di contenuti. Ha dunque costruito una autorevolezza che la rende adesso punto di riferimento su tutti i temi che vedono la sanificazione quale requisito essenziale per il vivere sano. Infatti tanti sono stati gli eventi a cui AFIDAMP è stata invitata a dare indicazioni e chiarimenti su problematiche generiche e specifiche riguardanti la sanificazione.

Sul sito è attiva una sezione in continuo aggiornamento dedicata al tema COVID-19 (https://www.afidamp.it/it/covid-19-buone-prassi.html) che riporta inoltre l’aggiornamento della definizione di Sanificazione, così come indicata dall’Istituto Superiore di Sanità il 15 maggio 2020.

La Sanificazione rappresenta un “complesso di procedimenti e di operazioni” che comprende attività di pulizia e attività di disinfezione, che vanno intese “come un insieme di attività interconnesse tra di loro”.

Il processo di sanificazione si basa sull’uso di macchinari, attrezzature, prodotti chimici e altre tecnologie, di cui gli associati AFIDAMP sono i fornitori, che sono progettate specificatamente per raggiungere determinati standard di igiene e seguendo determinate procedure. I prodotti professionali affrontano normalmente situazioni diverse da quelle domestiche, situazioni che vedono aggregazione di persone e quindi tipologie di sporco e di contaminazione più complesse. Lo ha spiegato Stefania Verrienti, segretario nazionale di Afidamp, nel corso del webinar “Sanificazione: riapertura, e poi? Dalla ripartenza degli esercizi commerciali al mantenimento quotidiano degli standard di sicurezza, tutte le buone pratiche per essere sempre in regola”, organizzato da Italian Gourmet, editore e organizzatore di eventi del settore HORECA.

Verrienti ha illustrato come molte delle attività richieste oggi siano già patrimonio dei ‘doveri del ristoratore’, grazie alle regole HACCP. Importante è però sottolineare come ora, dopo che i locali sono anche stati chiusi per lungo tempo, sia necessario ripristinare un ambiente igienizzato e sicuro per tutti. L’attività di sanificazione può essere svolta in autonomia dal ristoratore o coinvolgendo un’impresa specializzata. Nel primo caso è però necessario che chi svolge le operazioni di sanificazione sia adeguatamente formato sulle metodologie da applicare e le strumentazioni da utilizzare. Inoltre, in base a quanto definito dal Decreto Rilancio, per le spese effettuate per la sanificazione nel 2020 realizzate da imprese specializzate, è possibile ottenere un credito d’imposta pari al 60% fino a un massimo di 60.000 euro. Il credito si può richiedere anche se si realizzano le operazioni di sanificazione in autonomia, per l’acquisto di prodotti detergenti e disinfettanti. Le spese però devono sempre essere dimostrabili.

Per chi voglia svolgere la sanificazione in autonomia è bene inoltre avere chiari alcuni punti di partenza che aiutano a comprendere il giusto comportamento per ottenere un risultato sicuro. Il principio base è quello di tenere fuori dal locale il virus. Per questo motivo è opportuno posizionare nelle immediate vicinanze dell’ingresso una soluzione gel idroalcolica e tenere costantemente sotto controllo, quindi con una maggiore frequenza di pulizia, le superfici Hi Touch ossia quelle che vengono più spesso a contatto con le mani. È sostanziale che prima di ogni attività di disinfezione si effettui una profonda detersione delle superfici, in quanto i principi attivi dei prodotti disinfettanti vengono neutralizzati dallo sporco. Inutile quindi disinfettare se non si è prima pulito. Tenere un registro delle operazioni effettuate potrà inoltre essere utile sia in caso di controlli dalle autorità sia per far comprendere al cliente la serietà di quanto si sta facendo per proteggere la sua salute.

La comunicazione al cliente delle procedure messe in atto, dei prodotti utilizzati e dei turni effettuati è un ottimo punto di partenza per una ripresa che ci veda rispettosi delle regole come questione etica e non solo di opportunità. Se si fa propria la convinzione che la sanificazione è prevenzione dalle trasmissioni di qualunque tipo di microorganismo si è già un bel passo avanti a tutti gli altri. La serietà del ristoratore stimolerà la voglia del cliente a tornare a consumare fuori casa.

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