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Dragon Fruit mania

Non è facile incontrarla sui banchi ortofrutticoli; ciononostante, secondo gli istituti di ricerca che indagano sulle principali tendenze food, la PITAYA (o frutto del drago) sta diventando sempre più POPOLARE, in Italia e nel resto del mondo

Tanta richiesta

Gli ordini di specialità realizzate con questo frutto tropicale sono aumentati in Italia del 66 per cento negli ultimi sei mesi, ma è molto richiesto soprattutto in Australia e negli Emirati Arabi Uniti (dati “Il Sole 24 ore”, dicembre 2018). Sicuramente è tra i frutti più trendy del momento e questo non solo per l’aspetto stupefacente, ma anche per le sue importanti proprietà nutrizionali e perché la sua polpa dolce e succosa aggiunge sapori nuovi e insoliti a svariate ricette. È amato dagli instagramer, entusiasmati dai vibranti tocchi di colore che regala a smoothies, gelati, yogurt, coppe di macedonia, dessert vari…

Lontane origini

La pitaya è una pianta appartenente alla Famiglia delle Cactaceae, Genere Steno – cereus o Hylocereus.
Le varietà dello Stenocereus, tipiche delle regioni aride americane come il Messico, producono la cosiddetta “pitaya aspra”; quelle dolci del genere Hylocereus, invece, sono originarie della Colombia e zone limitrofe e sono le più importanti da un punto di vista commerciale poiché oggi sono coltivate in tutte le zone tropicali e sub tropicali, (Australia, Sud Est Asiatico).


 

Fiore di luna

Che il suo habitat naturale sia costituito dalle foreste tropicali lo si vede dalla sua forma originale. Per crescere si attacca con le radici alle piante vicine, non per ricavarne nutrimento ma solo per il sostegno che le serve per innalzarsi (può arrivare ai dieci metri di altezza) al di sopra del fitto fogliame e ricevere così la necessaria luce del sole.
Abitualmente è ricadente, qualche volta rampicante, e produce grandi fiori bianchi notturni che vivono solo un paio di giorni. La vera bellezza con cui ci sorprende, però, sono i suoi frutti.


Rosso fucsia

Scultorei e colorati, i frutti dell’Hylocereus undatus hanno un involucro rosso con creste verdi e rossicce simili alle squame di un drago (i cinesi lo chiamavano “frutto del drago”); la polpa bianca è punteggiata da piccoli semi neri commestibili.
La buccia è simile a quella del fico d’India, ma senza spine; si può eliminare con un coltello o con le mani dopo aver praticato un’incisione verticale. Altre varietà producono frutti a buccia gialla e polpa bianca (Hylocereus megalanthus) o rossa (Hylocereus costaricensis).


Numerosi benefici..

Contiene molte sostanze antiossidanti, a partire dalla vitamina C; in aggiunta offre betacarotene e numerose vitamine del gruppo B.
Abbonda di fruttosio ma, poiché non contiene carboidrati complessi, è facilmente assimilabile. I semi racchiudono omega 3 e omega 6, ottimi per il mantenimento della salute del cuore, e la captina, utilizzata in medicina per i trattamenti del sistema cardio-circolatorio. Inoltre, in rapporto ad altri frutti, possiede un buon ammontare di proteine e offre un’importante scorta di ferro.
Si può quindi dire che questo frutto è un ottimo alleato di cuore, intestino e sistema immunitario.

..poche calorie

Oltre a essere un concentrato di sali minerali, vitamine e sostanze antiossidanti, i frutti di questa pianta grassa possono essere consumati a volontà, in quanto hanno un contenuto calorico molto basso (100 g di pitaya corrispondono a sole 36 calorie), dovuto a una presenza di acqua nella polpa pari circa all’85 per cento.
Molti dietologi, soprattutto negli States, la includono in una dieta ideale, infatti in cambio di poche calorie e zuccheri facilmente assimilabili, offre molti nutrienti con interessanti proprietà.


PER CHI È A  DIETA 

Per quanti seguono un regime dietetico ipocalorico, è perfetta l’Agua de pitaya, un drink diuretico che si prepara con la polpa del frutto. La ricetta è semplice. Servono quattro frutti di pitaya rossa, mezzo litro di acqua, succo di limone, menta e due cucchiai di sciroppo di yacon (un dolcificante naturale estratto da un tubero dolce coltivato sulle Ande). Sbucciata la pitaya, si taglia a pezzi e si mette nell’estrattore. Raccolto il succo, si aggiungono l’acqua e lo sciroppo, poi il limone e la menta. La bevanda va servita molto fredda

Un mix che funziona

La passione per il dragon-fruit ha ispirato anche il colosso statunitense “Vodka Skyy” che ha arricchito la sua linea di vodka aromatizzate con la “Dragon Fruit Flavoured Vodka”. Barman ed esperti del bere miscelato, sempre alla ricerca di prodotti che sappiano emozionare la clientela, oggi aggiungono alla lista dei cocktail con frutta esotica quello alla pitaya, accendendo la curiosità del pubblico con il racconto della storia e delle tradizioni legate a questo frutto singolare.

DAIQUIRI  RIVISITATO 

Per una gustosa variante del cocktail caraibico occorrono rum, sciroppo di zucchero, succo di lime appena spremuto, ghiaccio, un mango e una pitaya. Tagliare a pezzi la frutta e frullarla con il ghiaccio. In uno shaker mescolare il rum, lo sciroppo di zucchero e il succo di lime. Versare questo mix in un bicchiere da cocktail e aggiungere la purea di frutta con granita, procedendo per strati, prima il mango e poi la pitaya (ricetta Fratelli Orsero).

Danza tropicale

Il frutto del drago è ottimo assaggiato in purezza, semplicemente tagliandolo a metà e scavando la morbida polpa con un cucchiaino, oppure in macedonia, insieme ad altra frutta esotica, per spuntini ricchi di vitamine ed energia.
L’accoppiamento con frutti tropicali diversi (ma anche con meloni, angurie, melagrana, fichi…) offre l’occasione di arricchire all’infinito, con colori e sapori sempre diversi, la lista delle specialità dolciarie: torte, crostate, sorbetti, gelati, cocktail, centrifugati, smoothies sono tra le più gettonate. Ottima nella cheese cake la crema di pitaya, da utilizzare anche per accompagnare un piatto di formaggi.
Oltre che freschi i frutti possono essere consumati essiccati e sono perfetti per creare decorazioni di notevole impatto.

secondo una leggenda cinese la pitaya
sarebbe un uovo prodotto
dal soffio infuocato di un drago


Dove si acquista

Grazie alle numerose piantagioni extra continentali, soprattutto in Sud Est Asiatico e Australia, la pitaya e i suoi prodotti derivati stanno rapidamente diffondendosi nella rete commerciale del Vecchio Continente.
In Italia, negli ultimi anni il frutto è comparso nei supermercati più forniti, quindi, in futuro, sarà certamente sempre più semplice trovarlo.
È acquistabile anche online e in negozi specializzati.
Si conserva a temperatura ambiente e si può consumare entro dieci giorni dalla raccolta.


A cura di Annamaria Andreasi

 

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