“Barcellona è una città stregata, ti entra sotto la pelle e ti ruba l’anima prima che tu possa rendertene conto”.
Viaggio nelle suggestive atmosfere e nel mondo incantato dello scrittore catalano Carlos Ruiz Zafòn.
di Marina Sella
BARCELLONA
NAZIONE: Spagna LINGUA: spagnolo VALUTA: euro CLIMA: clima mediterraneo DA NON PERDERE: Quadrat d'Or nel quartiere dell'Eixample, il Palau de la Música Catalana di Lluís Domènech i Montaner, Las Ramblas, museo Fundació Joan Miró, il Parc Güell e La Sagrada Família di Antoni Gaudí.
Suggestioni mediterranee
Una città affascinante, la capitale della Catalogna. Piena di storia, è una sapiente combinazione di antico e moderno che di recente ha saputo rinnovarsi con la bonifica dei quartieri più degradati. Stradine medioevali e quartieri alla moda. Gotico e Art Noveau. Ricca di angoli suggestivi e misteriosi che possono anche evocare storie di fantasmi. Artisti famosi dalla singolare vena creativa sono legati a questa città: l’architetto Antoni Plàcid Guillem Gaudí (esponente del modernismo catalano), Pablo Picasso, Salvador Dalì, Manuel Vázquez Montalbán, scrittore famoso per le vicende del detective Pepe Carvalho.
SCORCI DA ROMANZO Definito thriller gotico, “L’ombra del vento”, caso editoriale del 2004 di Carlos Ruiz Zafòn, è ambientato nella Barcellona decadente pre-olimpica caratterizzata dalle atmosfere noir e inquietanti. I luoghi accuratamente descritti sono diventati delle vere e proprie icone, tan to da diventare oggetto di giri turistici organizzati. Il libro comincia nella Rambla di Santa Monica; nel Raval, in Calle Arc del Teatre, si trova il suggestivo cimitero dei libri dimenticati, una labirintica e gigantesca biblioteca; l’ufficio postale è invece in via Layetana; il personaggio Gustavo Barcelò vive in Plaza Real.
percorrendo a piedi le strade si trovano tracce della sua storia millenaria
Anima inquieta
Famosa e rappresentativa dell’intera città, la Rambla è il lungo viale pedonale, affollato sia di giorno sia di notte, che inizia vicino a piazza di Catalunya e termina verso il mare, ai piedi della statua di Cristoforo Colombo. (Cristobal Colón). Posta fra il Barrio Gotico e il Raval, è una lunga passeggiata in mezzo a bancarelle, negozi e artisti di strada, suonatori, turisti e bar, da percorrere però sempre con un occhio attento ai borseggiatori. Rambla deriva dall’arabo raml (sabbia, arenile) e designa una strada ricavata da un corso d’acqua asciutto. La parola viene spesso usata al plurale (Les Rambles in catalano e Las Ramblas in castigliano) poiché si riferisce a più viali alberati dai diversi nomi. Da piazza di Cata lunya, la prima è Rambla de Canaletes, poi Rambla dels Estudis, Rambla de les Flo res, nota anche come Rambla di Sant Josep; Rambla dels Caputxins o del Centre, Rambla di Santa Monica, da cui si giunge al caratteristico mercato della Boqueria e, infine, la Rambla de Mar.
Quartiere incantato
Ci si addentra in un’atmosfera silenziosa che fa tornare all’epoca dei Templari e alle leggende che li riguardano quando ci si sposta nel Barrio Gotico, posto fra le Ramblas e la via Laietana, e si percorrono le piazze storiche e i vicoli conservati esattamente com’erano nel Medioevo. Questo antico quartiere ebbe origine in Plaça Nova, dove sorse in epoca romana l’antico villaggio romano Barcino fondato nel I sec. a.C. Cuore del quartiere è la maestosa Plaza Del Rei dove spesso si riuniscono gli artisti da strada; lì accanto il Palau Reial Major (Palazzo Reale). Non lontano, in Plaça de la Seu, si trova la Cattedrale gotica di Santa Croce e Sant’Eulalia, costruita tra il XIII e il XV secolo.
negli anni ‘80 si trasformò e si rinnovò radicalmente
Simbolo inconfondibile
Suggestioni mistiche e simboliche sono evocate da quello che è considerato uno dei simboli di Barcellona, la basilica della Sagrada Familia, tuttora in costruzione, nel quartiere di Eixample. Opera emblematica di Gaudì che ricevette l’incarico della sua costruzione nel 1883 e vi si dedicò per tutto il resto della sua vita, ispirato da un forte misticismo. L’opera è caratterizzata da uno stile visionario (le guglie affusolate che ricordano i termitai) e dal simbolismo religioso. Dopo il 1926, anno della morte del famoso architetto catalano, i lavori continuarono fino alla Guerra Civile Spagnola per poi riprendere nel 1952. Gaudí riuscì a vedere finito solo il campanile di San Bernabé della facciata della Nascita. Ma la torre campanaria più importante è quella dedicata a Gesù Cristo, ben 170 metri di altezza, sormontata da una grande croce.
CASE SINGOLARI
Fra le tante opere architettoniche di stile modernista del quartiere di Eixample, si distinguono Casa Batlò e Casa Milà per le singolari forme arrotondate e fantastiche, inconfondibile espressione del genio visionario di Gaudì. Cemento, ferro, maiolica, vetro forgiati in forme curve e asimmetriche. Casa Milà, chiamata La Pedrera (pietra) con la facciata ondulata di pietra e i balconi con decorazioni in ferro, il tetto con camini e bocche d’aerazione, è stata dichiarata Patrimonio mondiale dell’umanità dall’Unesco.
Parco da fiaba
L’uso frequente di motivi vegetali e zoomorfi nei dettagli, tipico del modernismo, spicca nel Parque Guell, che il finanziere Eusebi Guell commissionò a Gaudì e che l’artista realizzò tra il 1900 e 1914. Qui regnano colonne a forma di tronchi e arcate artificiali di roccia; famosa la fontana a foggia di salamandra e la panchina sinuosa lunga 150 metri. Un’arch itettura tondeggiante e fiabesca, così come le strutture delle case che sembrano uscire da un fumetto. Anche il parco fa parte del Patrimonio dell’umanità dell’Unesco.
Segni e misteri
Leggende ed esoterismo sono legate alla storia di questa città. Secondo alcuni Barcellona rappresenterebbe la costellazione di Orione, la Sagrada Familia indicherebbe Betelgeuse, mentre le tre stelle della cintura di Orione - Alnitak, Alnilam e Mintaka - sarebbero rappresentate dalle tre chiese di Santa Maria del Pi, Sant Just i Pastor e Santa Maria del Mar. Simboli esoterici vengono attribuiti al Caduceo, o bastone alato del dio greco Hermes (Mercurio per i romani), che si trova su molti palazzi della città.
SPIRITI VAGABONDI
Che Barcellona sia legata a un senso di magia e mistero è avvalorato dal
recente libro (2010) Fantasmas de Barcelona della giornalista e
scrittrice Sylvia Lagarda-Mata. L’autrice propone tredici itinerari
lungo i quali è possibile scoprire i fantasmi e gli spiriti della città.
E ci sono anche agenzie che organizzano il Tour Fantasma per far
visitare i luoghi infestati.
Atmosfere noir
Raval, in passato Barrio Chino, a sinstra della Rambla, fino agli anni ‘90 era il quartiere degli emarginati e delle prostitute, dai locali sporchi. È stato migliorato da un programma di bonifica e riforme come la creazione nel Duemila della Rambla del Raval. Anche se ancora è pericoloso circolare di notte in alcuni vicoli, è un quartiere alla moda con locali e negozi di tendenza.
Gotico d’élite
Non mancano le zone residenziali come La Ribera, situata oltre la via Laietana fino al Parco della Ciutadella. Dallo stile gotico, è un quartiere bohemien do ve si mescolano musei, locali e gallerie d’arte. Da segnalare la chiesa di Santa Maria del Mar, magnifico esempio di gotico catalano e il Museo di Pi casso, con una collezione delle o pere di formazione dell’artista. Fra le vie più aristocratiche Calle Montcada, dal nome della famiglia di commercianti che vi risiedeva. In Passeig del Born si trovano bar modaioli.
Evviva il mare
La Barceloneta, la piccola Barcellona, era il tradizionale quartiere dei marinai e dei pescatori, con vecchi moli in disuso fino al 1992, anno delle Olimpiadi, quando fu rinnovato con interventi di riqualificazione. Oggi è frequentato per la sua lunga spiaggia, attrezzata e molto animata in estate, una delle più grandi e antiche di Barcellona. Fa parte del quartiere Port Vell, il Porto Vecchio, che inizia dalla statua di Colombo.
SPEZIATI E AL CUCCHIAIO
La gastronomia catalana si caratterizza per le contaminazioni con altri tipi di cucine, fra cui quella araba. Questo vale anche per i dolci che sono spesso a base di latte, speziati con cannella o preparati con mandorla, frutta secca o miele. Ecco, ad esempio, le panellets, pasticcini con mandorla tritata, zucchero, uova ed eventualmente pinoli, cocco o cioccolato; il menjar bianco, budino al latte e mandorle; il mel i matò, formaggio morbido simile alla ricotta servito con miele; la leche frita, cubi di crema fritta coperta di zucchero. Per non dimenticare la famosissima crema catalana preparata con latte uova, zucchero, cannella, maizena, buccia di limone e caramellata in superficie con lo zucchero di canna. Si differenzia dalla simile crème brûlée per il tipo di cottura; mentre quest’ultima si mette in forno a bagnomaria, la crema catalana si cuoce sul fornello. Si può prendere spunto da queste specialità per variare periodicamente l’offerta in pasticceria.