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Viaggiando nel gusto

Landa magica

Un territorio incontaminato unico nel suo genere, popolato da cavalli bianchi allo stato brado. Un passato con storie di mostri. Una grande e vivace festa che ogni anno riunisce gli zingari di tutta Europa.
È la meravigliosa Camargue.

di Marina Sella

CAMARGUE

NAZIONE: Francia
LINGUA: francese
VALUTA: euro
CLIMA: molto caldo e umido d’estate; secco in autunno e inverno
CITTÀ PRINCIPALI: Arles, Saintes-Maries de la Mer
SUPERFICIE: 930 kmq

 

 

Come un'isola
landa magica Geograficamente la Camargue è il più grande delta fluviale dell’Europa occidentale, quello del Rodano; anzi tecnicamente è un’isola, in quanto circondata dalle acque. È una sorta di triangolo fra i due rami del Grand Rhône (orientale), Petit Rhône (occidentale) e il mare Mediterraneo. Ai tre estremi ci sono le città di Arles, Le Grau-du-Roi e Fos-sur-Mer. Nella pianura, formatasi nei millenni con l’accumulo dei sedimenti portati a valle, si susseguono lagune di acqua salata (étangs), canali, banchi di sabbia, paludi ricoperte da canneti, saline.

 

la natura è la protagonista assoluta

ATTENTI AL MOSTRO

Narra la leggenda che le paludi della Camargue fossero abitate da un terribile mostro, Tarrasque, che aveva la tana nel letto del fiume Rodano e si aggirava devastando le campagne e terrorizzando la popolazione della città di Nerluc. Dopo averlo reso innocuo Santa Marta lo condusse in città dove gli abitanti lo uccisero e in sua memoria cambiarono in Tarascon il nome del villaggio.
L’evento si celebra ancora oggi l’ultima domenica di giugno; Tarrasque viene raffigurato come un drago anfibio a sei zampe, con la testa di leone, il corpo coperto da una corazza sormontata da cresta e aculei, la coda di serpente. Sullo stemma è presente l’immagine della creatura; una statua che raffigura il mostro si trova nei pressi del castello.

 

Razze peculiari
landa magica La natura è protagonista assoluta, dominano cavalli, tori e fenicotteri rosa che prendono il colore dai gamberetti di cui sono ghiotti.
Oltre quattrocento sono le specie di uccelli e persino le zanzare hanno la fama di essere le più feroci di Francia. I famosi cavalli di razza Camargue vivono allo stato brado, nascono

 

 

alcune piante convivono bene con l’acqua salata

 

Caratteristiche forti
landa magica In questo luogo incontaminato vivono le piante che riescono a convivere con l’acqua salata, come lavanda di mare, tamerici, salici, canneti. Ci sono molte risaie, che forniscono il settanta per cento della produzione nazionale del cereale. Caratteristico in questa regione è il Mistral, vento particolarmente intenso da marzo a maggio, in genere collegato all’arrivo di una massa d’aria di origine polare marittima.
Soffia da nord a ovest e può arrivare anche a 100-130 km all’ora.

 

 

TAUROMACHIA CAMARGA
landa magica La Course camarguaise o Course à la cocarde è un tipo di tauromachia non cruenta. I raseteurs (partecipanti) tentano di strappar via una coccarda e due
ghiande sistemate tra le corna di un toro raço di biòu, aiutati dai tourneurs, che si occupano di distrarre il toro attirandolo con il loro movimento. Dopo una corsa camarghese si svolge l’abrivado, che originariamente si collocava al momento del trasferimento delle mandrie; i gardians a cavallo conducono un gruppo di tori lungo un percorso transennato all’interno del paese. Esiste anche il bandido o bandide dove è un solo toro alla volta a essere condotto attraverso il paese.

 

 

Perle antiche
landa magica Alla Camargue si accede da Arles, all’estremità nord, una delle città più antiche di Francia, con vestigia del passato romano come le arene, il teatro, le
terme di Costantino, i templi, gli obelischi.
Arles è legata alla vita del pittore Vincent Van Gogh, che arrivò nel 1888 alla ricerca della luce del sud per i suoi quadri. Il soggiorno del pittore in questa città fu il periodo artisticamente il più produttivo e fecondo.

 

 

Saint-Gilles
landa magica Al confine con il Languedoc si trova un sito di pellegrinaggio della cristianità. L’abbazia (XII sec.) è un antico monastero benedettino fondato dall’eremita abate Gilles; la facciata, scolpita con scene della vita di Cristo, è un capolavoro dell’arte romanica, riconosciuto dall’Unesco come patrimonio dell’umanità.
Da non perdere La Vis (la vite) de Saint Gilles, costruita nel 1142, è una torre con una scala a chiocciola considerata capolavoro di arte muraria. In estate la città è sede di un festival jazz.

 

 

PARCO NATURALE REGIONALE

Istituito come parco nazionale e riserva naturale il 25 settembre 1970, si estende per circa 820 kmq. Vi vivono alcuni animali selvatici tra i maggiormente protetti in Europa. Qui c’è la Maison du Parc naturel regional de Camargue o Casa del Parco, che organizza eventi sul territorio, e il Musée de la Camargue.

 

 

Sapore di sale

Aigues Mortes, famosa per le saline, fra le più antiche del Mediterraneo, prende il nome dal latino Aquae Mortuae che descrive le paludi e gli stagni che la circondano.
Da vedere La Tour de Constance, torrione cilindrico medievale le cui fondamenta sono costruite su palafitte. Qui le condizioni meteorologiche e ambientali sono ottimali per l’estrazione del rinomato sale da parte dei sauniers, i salinai; si raccoglie anche il pregiato Fleur de Sel che si forma sulla superficie dell’acqua.

 

 

FOUGASSE DI AIGUES MORTES
landa magica INGREDIENTI: 250 g di farina - 200 g di zucchero - 3 uova - un bicchiere di latte - 50 g di burro - una bustina di lievito - acqua di fiori d’arancio q.b.

PREPARAZIONE: mescolare 150 g di zucchero e le uova , aggiungere la farina, l’acqua di fiori d’arancio, il latte, il lievito e impastare il tutto per 10 minuti. Versare il composto in uno stampo di 22 cm e far cuocere in forno per 30 minuti. A cottura ultimata togliere dal forno, versare un composto di burro fuso con il restante zucchero, quindi infornare ancora per 5 minuti.

 

 

Verso il mare

Dopo una tappa a Grau du Roi Port Camargue, rinomata stazione balneare con diciotto km di spiagge sabbiose, l’incanto di Saintes-Maries-de-la- Mer. Il nome deriva dalle Sante Maria Salomé e Maria Jacobé che, secondo la leggenda, sarebbero arrivate insieme alla serva Sara. Le statue delle tre donne si trovano in una cripta della cattedrale.

 

 

Più che una festa

Rom, manouches, tsigani, sinti, kalè, gitani sono alcuni termini che designano gli zingari. Ogni anno, il 24 e il 25 maggio si riuniscono a migliaia provenienti da tutta Europa, soprattutto dalla Spagna, a Saintes-Maries-dela- Mer per partecipare al pellegrinaggio e alla processione, per la festa di Sara la Nera, patrona di tutti i nomadi. La celebrazione si protrae per più di una settimana all’insegnadi musiche gitane, colori sgargianti, danze allegre, tauromachie.

 

 

Note gitane
landa magica La musica è un elemento fondamentale della cultura gitana e nomade; alcuni artisti si sono distinti guadagnando fama internazionale.
Nato in una famiglia gitana, Django Reinhardt, dopo aver perso l’uso di parte della mano sinistra a causa di un incidente dovette abbandonare il banjo e cominciare a suonare la chitarra. A metà degli anni Trenta sviluppò, così, una tecnicachitarristica rivoluzionaria e particolare tanto da diventare l’ideatore
dello stile manouche. Maestro dell’improvvisazione, divenne uno dei più talentuosi chitarristi jazz in Europa. In epoca successiva e con altro tipo di musica si distinsero i Gypsy Kings, gruppo musicale formato da zingari spagnoli naturalizzati francesi.
I cinque fratelli ebbero grande successo negli anni Ottanta.

 

 

In processione
landa magica Il 24 maggio le reliquie delle sante escono dalla cripta e la statua di Sara, adornata di mantelli, stoffe preziose e gioielli, è portata a spalla in processione fino al mare per poi ritornare alla chiesa.
Le donne gitane vestite con eleganti abiti colorati seguono i cavalieri in groppa ai cavalli bianchi. La statua di Sara toccata e baciata da tutti, viene immersa per tre volte nell’acqua del mare per essere purificata.

 

 

Le Sante Marie
landa magica Il 25 maggio, sono invece le due Sante, le Marie, a essere portate sulla loro barca in processione fino al mare. La leggenda racconta che Maria Jacobè e Maria Salomè (per alcuni una di queste era Maddalena sbarcata dopo la morte di Gesù) vittime delle persecuzioni in Palestina, fossero abbandonate su una barca senza vele né remi che fu guidata dalla provvidenza sulle rive della Provenza. È controverso se Sara fosse una schiava, dalla pelle scura, liberata e arrivata con loro o una provenzale che le accolse sul posto e che mendicò per aiutarle.

 

 

L’AMICO DEGLI ZINGARI

Il culto delle Sante Marie fu consacrato nel 1448. La Chiesa cattolica non ha mai riconosciuto Sara come santa. Fu grazie al marchese Folco de Baroncelli, un’importante figura locale di origine
italiana, che nel 1935 il vescovo locale ne accettò il culto pubblico insieme alle tradizioni culturali degli zingari. Il 26 maggio è la giornata dedicata alle celebrazioni in onore di questo benefattore che viene ricordato con il cerimoniale solenne dell’abrivado.

 

 

Ultima tappa

A Salin-de-Giraud, nel 2008 diventato comune autonomo, le saline, che giocano un ruolo ecologico basilare nell’ambito di questo ecosistema; si possono visitare a bordo di un trenino.

articolo tratto dal n. 43 marzo 2011

 
 
 
 
 
 
     
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