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Alla scoperta della Guava

UN FRUTTO ESOTICO ANCORA POCO CONOSCIUTO IN ITALIA. È MOLTO INTERESSANTE PER LE SUE STRAORDINARIE PROPRIETÀ NUTRITIVE; IDEALE PER CREARE DOLCI, SORBETTI E BEVANDE RIMINERALIZZANTI

 

Antiche origini

I botanici ritengono che la guava sia originaria di un’area compresa tra il Brasile e i Caraibi; già nota agli antichi Aztechi, fu coltivata dalle popolazioni locali ben prima del mais e del fagiolo. Furono i navigatori europei a favorirne la diffusione in altri continenti;apprezzandone il sapore dolce e appagante, la portarono con sé nei loro viaggi in mare e fu così che la guava raggiunse le colonie asiatiche e l’Africa, dove trovò un ambiente ideale per la sua crescita. Le prime notizie storiche sul suo consumo risalgono ai primi decenni del 1500 e si trovano negli scritti di Hernandez de Oviedo. Oggi le varietà nel mondo sono oltre centocinquanta.

Psidium Guajava

È il nome scientifico della pianta. Pur essendo tipica dei climi tropicali cresce anche in ambienti temperati caldi dove la temperatura non scende mai sotto lo zero (lo stesso clima che favorisce la crescita degli agrumi), perciò si è diffusa senza problemi anche nel sud Italia. In Sicilia, nella zona dell’Etna e lungo il litorale del Tirreno, la coltivazione a cielo aperto della frutta tropicale è una realtà ormai affermata. Qui i frutti di guava si trovano principalmente nella provincia di Messina e sono presenti sul mercato da maggio a dicembre.

NUOVA NATA

A Milazzo, nei vivai di Natale Torre, è stato recentemente immesso sul mercato un nuovo cultivar di Psidium Guajava, una mutazione compatta e nana selezionata con cura che è stata presentata nel 2016 in occasione dell’ottava edizione di Orticolario, la manifestazione di “giardinaggio evoluto” che si tiene ogni anno a Cernobbio sul Lago di Como. La cultivar, denominata Moritz Mantero in onore del presidente di Orticolario, è interessante per la bellezza dei suoi fiori e per i frutti che in alcune varietà rifiorenti maturano fino a primavera. Può essere coltivata in piena terra in giardino in centro e sud Italia; nelle regioni del nord va protetta d’inverno e può stare in vaso, come i limoni.

Frutto generoso

È ancora poco conosciuta rispetto a mango, ananas e papaia, tuttavia merita tutta la nostra attenzione per le sue importanti proprietà salutari. È una vera e propria miniera di vitamina C, possiede una ragguardevole quantità di vitamine del complesso B ed è fra i frutti più ricchi di antiossidanti; è in grado di potenziare notevolmente le difese immunitarie. Fanno bene anche i semi, per l’abbondanza di iodio, vitamina A, E e B. Inoltre, è un’ottima fonte di minerali, magnesio, potassio, calcio, rame e fosforo, e ha un elevato contenuto di fibre

***la polpa di guava è utilizzata anche nella fabbricazione di cosmetici per il viso e il corpo e per arrestare la caduta dei capelli***

ANCHE PERCHÉ…

•essendo un concentrato di vitamina A, prepara la pelle all’abbronzatura e nutre il collagene;
•previene il diabete. Secondo uno studio condotto in India il suo succo è in grado di ridurre la glicemia anche del 20 per cento e di tenere sotto controllo i picchi glicemici che si verificano dopo i pasti;
•l’elevato contenuto di potassio (150 mg/100 g) combatte l’ipertensione;
•le foglie di guava contengono quercetina, una sostanza in grado di alleviare i sintomi dell’artrite reumatoide;

Usi in pasticceria

La guava è ottima gustata fresca, al naturale. Sbucciata e tagliata a rondelle, dona un tocco speciale dolce-acidulo alla macedonia ed è perfetta da servire a colazione mescolata allo yogurt con qualche granello di zucchero di canna. È un ingrediente ideale per creme, mostarde e per molte ricette dolci; il suo elevato contenuto di pectina, infatti, la rende perfetta per la preparazione di confetture e gelatine da utilizzare nella preparazione di squisiti dessert, dalla più semplice mousse alle crostate ai biscotti ripieni a irresistibili cheesecake.

 

E in gelateria

Secondo Antonio Morgese, amministratore delegato di Rigoletto Gelato & Cioccolato, «una delle caratteristiche del vero gelato artigianale èquella di offrire l’opportunità a un gelatiere di inventare nuove ricette con materie prime inaspettate o inconsuete, e la frutta tropicale rientra certamente tra queste». A dimostrazione di ciò, il maestro si è cimentato a Expo 2015 e alla “Settimana brasiliana” milanese nella preparazione del vero gelato artigianale con frutta esotica (açaì, acerola, goiaba, graviola, cajà…), esaltandone al meglio sapori e profumi.

GELATO ALLA GUAYABA di Antonio Morgese

Ingredienti per 1 kg:

385 g di guayaba – 325 g di acqua – 165 g di saccarosio – 25 g di destrosio – 75 g di glucosio disidratato 37 DE – 16 g di inulina fibra alimentare – 5 g di farina di semi di guar E412 – 4 g di farina di semi di carruba E410

Procedimento:

*scaldare l’acqua e aggiungere gradualmente tutti i solidi non prima di aver raggiunto almeno la temperatura di 45°C.

*Frullare nella miscela ottenuta la polpa di guayaba

*lasciare raffreddare completamente e poi introdurre nel mantecatore

La Goiabada

Conosciuta anche come “pasta de guayaba”, è la marmellata abitualmente consumata nei Paesi di lingua portoghese. Viene utilizzata per farcire ciambelle e dolci da caffè, spalmata sul pane tostato a colazione e, in particolare, come accompagnamento del Minas, un formaggio fresco locale simile al nostro primo sale. Questo abbinamento si chiama Romeo e Giulietta, e ne esistono diverse varianti, con o senza la presenza di pezzi interi di guava. In Portogallo la goiabada è l’ingrediente principale di un dolce tipico, il bolo de rosas, arrotolato a forma di rosa.

Succhi, liquori

La guava può essere frullata da sola o insieme ad altri frutti dal sapore esotico, come papaya, ananas, banana o mango per ottenere bevande di tutta salute. In Messico è utilizzata per preparare la tipica bevanda analcolica agua fresca, mentre a Cuba, nella zona di Pinar del Rio, se ne ricava un liquore unico chiamato “Guayabita del Pinar”, ottimo, per il suo contenuto di potassio, da consumare dopo gli allenamenti per il recupero muscolare.

… e tisane

Anche le foglie della guava, che hanno proprietà analgesiche e antibatteriche, trovano i loro utilizzi e, secondo la medicina popolare, servono a preparare tazze di tè e infusi depurativi e disintossicanti. In Cina il tè di foglie di guava è ufficialmente riconosciuto come benefico dal Ministero della sanità e i giapponesi lo bevono per contrastare il diabete.

COCKTAIL VEGANO

Ingredienti: 150 grammi di guava rosa tagliata in piccoli pezzi – 50 grammi di
zucchero di canna – 1 bicchiere di succo di limone – 30 grammi di zenzero tagliato in piccoli pezzi -1 bicchiere di acqua gassata – ghiaccio q.b.
Preparazione: sciogliere a fuoco lento lo zucchero fino a ottenere uno sciroppo.
Mettere in un frullatore lo sciroppo insieme alla guava, al limone, all’acqua e al ghiaccio, frullare bene il tutto finché il composto non sia omogeneo; aggiungere lo zenzero e frullare nuovamente. Servire ben freddo.

Dove acquistare

La guava si trova, in genere, nei negozi che trattano frutta tropicale o nelle boutique equosolidali e nei supermercati etnici. Sono più facili da reperire il succo di guava puro e le foglie essiccate che si possono acquistare nelle erboristerie, nelle parafarmacie e on line, tramite siti specializzati.

Come sceglierla

Tastando, una guava qualitativamente ottimale deve essere morbida, cedevole ma non molle, con buccia uniforme senza macchie, tagli o crepe, e profumo dolce-aromatico- agrumato. Va conservata in frigorifero per un massimo di due giorni oppure può essere congelata per periodi più lunghi (circa otto mesi). Può essere frullata ancora congelata per ottenere ottime granite o si possono preparare frappè con l’aggiunta di latte.

 


A cura di Annamaria Andreasi

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