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In giro per…

IN GIRO PER… le città del progetto East Lombardy, unite dal comune denominatore di arte, natura, cucina. E anche gelato.

BERGAMO passato e presente

Città Alta e Città Bassa. La bellezza di Bergamo nasce dall’unione di queste due parti tramite una storica funicolare. Il suo cuore è piazza Vecchia, “una delle più affascinanti piazze del mondo” secondo Le Corbusier, dove ci si ritrova circondati da palazzi storici, come quello della Ragione, torri e chiese, quale Santa Maria Maggiore con la Cappella Colleoni. Da lì scendendo si incrocia l’Accademia Carrara e la Galleria di arte moderna e contemporanea. Nei dintorni i vigneti rigogliosi della Valcalepio e la generosità delle sue cantine, la tranquillità dei paesaggi del lago d’Iseo, il senso del tempo che si è fermato ad Arnosto, borgo una volta sede della Dogana Veneta.

TRADIZIONE ANTICA

Piatti poveri e piatti ricchi di grassi. La cucina bergamasca riflette questi due estremi, sia per la diversità della conformazione del territorio sia per l’influenza della tradizione veneta. Da non perdere sono i “casonsei”, ravioli con mollica di pane, salsiccia e grana, conditi con burro fuso, e la “polenta e osei”, cioè polenta con uccelletti cotti in padella. Di questo piatto esiste la versione dolce, una cupola di pan di spagna ricoperta da zucchero e farina di mais, sulla cui cima sono adagiati piccoli uccelli in cioccolato.

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Sperimentare sempre

Un’oasi di nome e di fatto. Nella Gelateria Oasi, creata a Fara Gera d’Adda da Candida Pelizzoli, i clienti trovano di che “ristorarsi” non solo con la vista, ma anche con il palato. Qualità e fantasia sono il filo conduttore delle proposte di gelateria e cioccolateria, realizzate da Candida e dal marito Colombano, seguendo ognuno la propria passione. La voglia di sperimentare e l’ispirazione dalle tradizioni e dai prodotti del territorio si sono tradotte in mantecati inediti che celebrano la storia di Bergamo, come quello al M’Oro, nuovo dolce in omaggio alle mura antiche, o quello al pane Garibalda, pane ufficiale della città; oppure esaltano sapori tipici, come quello al Moscato di Scanzo, prezioso vino passito della Cantina Biava nella Valcalepio, o al Caprino Bergamasco, rinomato formaggio locale. Tutti sono prodotti con ingredienti freschi e selezionati, a partire dal latte, dalla panna, dagli zuccheri.

 

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BRESCIA dai molti aspetti

Romana e longobarda. Sono le facce che presenta Brescia con i suoi monumenti simbolo: il Capitolium e il Foro romano costruiti da Vespasiano e il monastero di San Salvatore-Santa Giulia eretto da re Desiderio. La città, però, è stata anche libero Comune, dominio di Venezia e “Leonessa d’Italia” nel Risorgimento, come testimoniano il Castello, la piazza della Loggia, il Duomo Vecchio, il Broletto, il Teatro Grande. Fuori dal centro è interessante percorrere la Strade dei Vini e dei Sapori del Garda e la Strada del vino di Franciacorta, dove tra vigneti e casali, castelli e centri di benessere, piste ciclabili e campi da golf è possibile assaporare un’altra dimensione del tempo, accompagnata da vini, olio, formaggi e carni eccellenti.

TERRITORIO A TAVOLA

La cucina propone piatti gustosi che risentono dell’influsso delle province vicine, come i casonsei e i tortelli di zucca, e delle tradizioni della pianura, delle montagne e dei laghi, come il manzo all’olio e le lumache alla bresciana. La polenta è un’istituzione che si sposa spesso con i formaggi, in particolare il bagoss. Tra i dolci si segnalano il Bossolà, lievitato a forma di ciambella; la Spongada, focaccia soffice e zuccherina originaria della Val Camonica; la Persicata, confettura solida preparata con pesche di Collebeato.

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La missione del gelatiere

Con le pesche di Prevalle Roberto Bedont prepara uno dei gusti di gelato estivi che offre nei due suoi locali a Brescia. Dalla Val Camonica si fa arrivare le castagne che, aromatizzate alla vaniglia con punta di caramello e mandorla d’Avola con Anesone triduo, storico liquore bresciano alle erbe, utilizza per uno dei principali gusti d’autunno. Per i mantecati alle creme impiega latte fresco intero di un piccolo allevamento di razza pezzata rossa, alimentata a fieno, situato ad Agnosine in Valsabbia, panna fresca raccolta dalla centrale del latte di Brescia, uova fresche dell’Azienda agricola Castello di Bedizzole e per i sorbetti acqua della sorgente Maniva dell’Alta Val Trompia. Ricette storiche e tanta passione per un lavoro tramandato in famiglia spiegano la varietà di gusti del territorio e la ricerca di qualità con lo scopo di contribuire a conservare prodotti caratteristici e a salvaguardare il tessuto socio-economico locale.

 

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CREMONA tra violini e torrone

Visitare Cremona significa fare un viaggio oltre che nell’arte anche nella musica e nel gusto, in quanto città dei celebri liutai Amati, Stradivari, Guarneri del Gesù e città del torrone e della mostarda. Dal centro, dove si concentra il complesso monumentale di piazza del Duomo con la Cattedrale, il Battistero, il Torrazzo, il Palazzo Comunale, attraverso una piacevole passeggiata, lungo la quale si ammirano le botteghe dei maestri liutai e delle specialità gastronomiche, si arriva al moderno Museo del Violino. Il territorio offre diverse possibilità di itinerari, dalle città murate di Crema, Soncino e Pizzighettone a percorsi fra santuari, alla Strada del Gusto Cremonese nella terra di Stradivari.

UNA CUCINA GENEROSA

Nella gastronomia locale un posto importante ricoprono i salumi, con il Salame Cremona Igp in testa, e i formaggi con Dop rinomate come il Grana Padano, il Provolone Valpadana e il Salva Cremasco. La mostarda si distingue per il sapore originale e la presenza di frutta intera o a grossi pezzi. Classici tra i primi sono i marubini in brodo e i tortelli cremaschi. Il torrone è il dolce più noto, cui si affiancano la sbrisolosa, cugina di quella mantovana, e i bumbunéen, biscotti secchi con farina gialla.

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Tortelli e Salva… sul cono

Andando nella storica Gelateria Bandirali in via Piacenza o in quella nuova in via XX Settembre a Crema è possibile ritrovare i sapori della gastronomia locale nella versione “dolce freddo”. I gelati al tortello cremasco, al Salva Cremasco, al torrone e alla Spongarda (dolce tipo Panforte) sono il frutto dello spirito di ricerca che accompagna Mauro Bandirali da quando ha preso in mano l’attività creata dai nonni e continuata dal padre. Importante conoscere bene le materie prime, le ricette e le tecniche di produzione per offrire gusti originali che, all’inizio incuriosiscono, ma poi conquistano i clienti. Come quello al Salva Cremasco, preparato con formaggio poco stagionato per risultare meno intenso e abbinarsi al peperone verde “tiga”; o quello al tortello cremasco, il cui mix di dolce del ripieno a base di amaretto e cacao e di salato del condimento a base di grana padano, burro e salvia piace sempre di più.

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MANTOVA destino di capitale

Spente le luci di Capitale italiana della Cultura 2016, si accendono quelle di partner del progetto “East Lombardy”. Un’altra occasione per Mantova per promuovere le proprie bellezze. Già la vista della città che si riflette negli specchi d’acqua del fiume Mincio rappresenta il primo biglietto da visita. Poi l’itinerario si snoda attraverso alcune tappe irrinunciabili: Basilica di Sant’Andrea, Palazzo Ducale , Piazza delle Erbe e Palazzo Tè. Irrinunciabile è il giro a Sabbioneta , concepita da Vespasiano Gonzaga come città ideale del Rinascimento. Per chi vuole abbinare natura, arte e gastronomia non c’è che l’imbarazzo della scelta tra la Strada dei vini e dei sapori mantovani, la Strada del riso e dei risotti, la Strada del tartufo.

VARIETÀ DI SAPORI

 

Pur influenzata dall’arte culinaria dei cuochi dei Gonzaga e dalla semplicità della tradizione contadina, la cucina mantovana trae anche dall’acqua due ingredienti importanti, il riso e il pesce con cui si preparano i risotti coi Saltarei o con il Pesce gatto. Piatto per eccellenza sono, però, i tortelli di zucca ai quali si può abbinare la mostarda, preparata usando mele o pere. Dolce per antonomasia è la Sbrisolona, ma non vanno dimenticate la Torta di tagliatelle e l’Helvezia con zabaione e mandorle.

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Ricette esclusive

Non manca il gusto al Tortello, dolce mantovano nella Gelateria Passaparola a Castiglione delle Stiviere, a base di polpa di zucca mantovana, amaretti, mostarda di sole mele campanile e sciroppo di zuccheri. Una ricetta messa a punto da Michele Ciccarelli, intraprendente gelatiere che ama sperimentare e creare mantecati ricercati, partendo da materie prime selezionate e di prima qualità. Anche i suoi sorbetti sono preparati usando frutta fresca di stagione, proveniente da piccole aziende agricole del territorio. Tra questi spiccano i gusti al melone mantovano e alla ciliegia di Ceresara. Nel tempo, grazie alla passione per il proprio lavoro e ai corsi di formazione, ha arricchito l’offerta del locale a biscotti, praline e cioccolata. L’intento è il medesimo, proporre prodotti rigorosamente artigianali capaci di spaziare dai gusti tradizionali a quelli innovativi, ma con un occhio sempre al territorio.

 

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