Tendenze

Morsi rinfrancanti

Che si chiami snack, merenda o spuntino, una pausa appetitosa fa piacere a tutti e ora più che mai l’offerta si adatta a ogni gusto ed esigenza


Il lontano antenato

Il significato moderno di snack, da intendersi come “boccone da mangiare in fretta”, pare risalga al 1757 secondo il dizionario etimologico inglese. Si tratta di una piccola quantità di cibo tra un pasto e l’altro, sia salato sia dolce, con la caratteristica di essere veloce, comodo e fonte di soddisfazione.
Per il gusto anglosassone comprende tante tipologie di alimenti, dalle patatine ai crackers variamente aromatizzati, ai vari tipi di barrette al cioccolato, anche se l’odierna tendenza si orienta verso ricette più salutari

La torta della nonna

Lo spuntino italiano tra un pasto e l’altro è la merenda, classicamente una porzione di dolce fatto in casa dedicato ai bambini; se è vero che la parola discende dal latino merere, meritare o avere la propria parte, si tratta di qualcosa di buono per i compiti svolti o un bel voto. Con il passare del tempo la merenda acquisisce le caratteristiche di monoporzione comoda da trasportare e da mangiare di cui sono ghiotti non solo i bimbi, ma anche gli adulti di ogni età.

Indagini di mercato

A chi piacciono gli snack? Il 69% dei Millennials li consuma per migliorare il proprio stato d’animo, secondo l’analisi Nielsen del 2016 relativa a “Millennials e ristorazione”; stessa motivazione, ovvero un modo per combattere lo stress, era stata data dal 21% degli italiani nel report 2014 “Gli italiani e gli snack”, secondo la quale il 91% degli italiani consuma uno snack almeno 7 volte al mese. La recente indagine Doxa-Adelpi (Unione Italiana Food) attesta che il 70% degli under 35 sono degli habitués delle merendine.


Una storia italiana

Sono diventate ormai patrimonio dell’immaginario collettivo e dei ricordi d’infanzia; ovvero le merendine confezionate che iniziano a comparire sul mercato negli anni ’50. Il sito merendeitaliane.it ne racconta la storia.
La prima è un mini panettone, il “mottino”, dal nome della storica azienda; poi negli anni ’60 nasce il “buondì“ che si propone per la prima volta come brioche in sacchetto, seguita dal “brioss” che ricorda le torte casalinghe di pan di spagna farcite con marmellata. Storiche, soprattutto per la generazione dei baby boomers, anche la “girella” e la “fiesta” che compaiono negli anni Settanta.
I decenni successivi, ‘80, ‘90 e Duemila, scoprono le fibre e lo yogurt, poi gli snack refrigerati, per arrivare al nuovo secolo con le moderne tendenze alimentari.

 

Al cioccolato

Anche il mondo della gelateria si adegua alle tendenze. Il regolamento della Coppa del mondo della gelateria nel 2018 fa una modifica delle prove in concorso; in sostituzione delle mignon al cioccolato ci sono gli snack di gelato al cioccolato. “Gli snack di gelato dettano un nuovo trend in gelateria che rispecchia estro e innovazione e allo stesso tempo abilità nel bilanciamento. I gelatieri dovranno creare monoporzioni di gelato in linea con il tema scelto, con guarnizione e decorazione; – spiega Sergio Dondoli, commissario di gara e membro del comitato organizzatore inoltre ciascun elaborato dovrà rispettare il limite di peso di cinquanta grammi con un margine di errore del dieci per cento”.

Vetrina creativa

Vasta è la gamma di proposte che, secondo i trend del momento, può offrire la pasticceria, anche in base alla stagione; dalla frutta al cioccolato, dalle specialità cremose alle frolle. Comprendendo anche le versioni gluten free e vegan. Con molta creatività, talvolta rifacendosi alle fogge delle “merendine” storiche, ma rivisitandole con estro e utilizzando nuovi ingredienti. E magari proponendo originali packaging per un pratico asporto.

A cura di Marina Sella


 

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