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Personaggi e dolci

Vis a vis - Con Salvatore De Riso

Il Questionario di Proust era un gioco di società in voga nei salotti del XIX Secolo, una specie di antenato dei test della personalità fatti per di vertimento. Proust non l’ha inventato, lo ha solo reso ce lebre partecipando al gioco. Roberto Rinaldini ne propone una versione aggiornata in chiave... pasticcera
con Salvatore De Riso

“Salvatore ha nove anni quando scopre una passione per la cucina e per la pasticceria in particolare. Dopo aver frequentato l’Istituto Alberghiero di Salerno, per sette anni lavora come aiuto cuoco nei migliori alberghi della Costa d’Amalfi. Oltre ai secondi piatti, con grande passione prepara dolci e prodotti da colazione. Non ha mai lavorato in una pasticceria ma, dopo l’esperienza in cucina, nel 1988 apre il suo laboratorio, esponendo le specialità in una vetrina verticale nel piccolo bar gelateria del padre. Inizialmente produce dolci classici ma subito si rende conto che bisogna innovare. Tra i suoi maestri, Iginio Massari, Eliseo Tonti e Achille Zoia gli hanno insegnato le basi, ma soprattutto gli hanno offerto tanti consigli.
In novembre l’Ampi lo ha decretato Pasticcere dell’anno”

 

LECITO DOMANDARE...
vis à vis

A livello professionale cosa ti piace di più di te stesso - Quello che mi contraddistingue è la passione, la grinta e l’essere ambizioso nei confronti del mio lavoro. Ancora oggi continuo a fare ricerca, per migliorare i miei dolci

Cosa apprezzi in un collega - La disponibilità al confronto professionale

Cosa apprezzi in una collega - A volte le donne risultano più precise e determinate. Di loro mi piace il fatto che all’interno di un gruppo riescono a mantenere maggior equilibrio

Il collega che stimi di più - Quelli che negli anni non sono stati solo maestri di pasticceria, ma soprattutto maestri di vita. Uno per tutti: Iginio Massari

La volta che sei stato più soddisfatto del tuo lavoro - Le mie soddisfazioni sono giornaliere. Ogni giorno mi arrivano telefonate ed e-mail di clienti che si complimentano per la qualità dei miei dolci

E la volta che sei stato più scontento - A volte commetto degli errori ed è anche successo di non aver accontentato le aspettative del cliente

Cosa sognavi di fare da grande - Non ho mai avuto altri sogni. Il mio grande amore è legato alla pasticceria

Quello che non vorresti essere - Un pasticciere superficiale, senza personalità come quelli non attenti alla scelta delle materie prime o privi di fantasia, incapaci di elaborare un dolce che li identifichi

Tre dolci che porteresti su un’isola deserta - Il dolce d’Amalfi che, con la sua forma rotondeggiante e luminosa, ricorda i profumi e gli aromi dei limoni Igp della mia costiera. La torta Caprese, con il suo intenso sapore di cioccolato. Il Pasticciotto di nonna Carmela che mi riporta ai tempi di quando ero piccolo e mia madre mi preparava questa crostata con crema pasticcera e amarene

Il dolce che preferisci mangiare - Sono tanti, a seconda dei periodi e delle stagioni. Sicuramente mangio sempre volentieri una delle mie creature: la torta ricotta e pere, l’originale

Le regole d’oro del babà - Un’ottima farina, un impasto morbido e setoso caratterizzato dal miele di acacia, ricco di burro fresco e uova, profumato con vaniglia e buccia di limone Igp Costa d’Amalfi, dal colore leggermente dorato e inzuppato appena uscito dal forno

Il tuo segreto del mestiere - Non tradire mai i clienti e dare sempre il massimo. La mia soddisfazione è quella di guardare i loro visi quando degustano un mio dolce

Hai risentito della crisi - Indubbiamente sì , essendo anche un piccolo imprenditore. Tuttavia, con tenacia e tenendo ben fermi i miei obiettivi, sono riuscito in qualche modo a rendere il disagio più leggero e mantenere un buon ritmo di lavoro

Un consiglio anticrisi - Avere un buon rapporto qualità /prezzo, diversificando l’offerta per attirare sempre di più la clientela. Una cosa che ho sempre fatto, promuovere l’immagine dell’azienda attraverso degustazioni di dolci in giro per l’Italia, partecipando a fiere e convegni

Una frase per definire Salvatore De Riso - Il pasticciere che nasce dalla tradizione. Infatti in ogni mio dolce c’è sempre un pizzico di territorio, dalla Costa d’Amalfi a tutta la Campania

Perchè hai deciso di entrare nell’Accademia Maestri Pasticceri Italiani - Sono stato spronato da alcuni amici, maestri e giornalisti che mi hanno parlato di questa associazione. All’inizio avevo una grande paura, non mi sentivo pronto ma poi, dopo l’esame di ammissione, è iniziata per me una nuova era e ho capito quanto sia importante il confronto con i propri colleghi di tutta Italia. Grazie anche all’Ampi sono diventato il Salvatore De Riso di oggi

Negli anni hai conquistato la stima degli Accademici e sei un leader dell’associazione, lo dimostra il fatto che ti hanno premiato; come hai fatto - Il 9 novembre per me è stato un grande giorno. Essere premiato da un’associazione così prestigiosa come Pasticcere dell’anno 2010/2011 è stato gratificante ed emozionante. Probabilmente la stima che hanno di me i colleghi dell’Ampi è data soprattutto dal fatto che non solo mi considero una persona sincera e grintosa a livello professionale, ma sono rimasto sempre con i piedi ben saldi a terra, avendo rispetto per tutti

Cosa pensi dei concorsi di pasticceria - Sono importanti, perché fanno crescere a livello umano e professionale, tanto quanto è importante vincere ogni giorno nel proprio laboratorio, nel proprio negozio il concorso nei confronti del cliente

A gennaio ci saranno, a Rimini, i Campionati del mondo di pasticceria juniores, la tua opinione - Fa bene ai ragazzi poiché
rappresenta un momento di crescita professionale


Che consiglio daresti ai giovani pasticcieri - Studiare, non improvvisare, crederci fino in fondo

Il segreto per avere successo - Rimanere sempre se stessi

Come si diventa Salvatore De Riso - 100 g di miele millefiori, un fico bianco del Cilento, una grattugiata di cioccolato fondente, tre limoni Igp Costa d’Amalfi, 80 g di nocciole di Giffoni, 600 g di ricotta di Tramonti, due pere a cubetti, un’arancia di Sorrento, un pizzico di bontà , un chilo di passione, una bacca di vaniglia. Miscelare bene gli ingredienti e cuocere in forno riscaldato con raggi di sole fino a quando il dolce non ti dona il suo sorriso

articolo tratto dal n. 41 dicembre 2010

 
 
 
 
 
 
     
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