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Personaggi e dolci

Uno, nessuno, centomila

Nel suo rapporto con i dolci si dichiara in fase riflessiva ma, andando a fondo, viene fuori che è un autentico marmellata-fan.
La metterebbe ovunque Dario Ballantini, versatile imitatore, pittore ironico e poetico
di Marina Baumgartner

Aarli con Dario e non sai se hai davanti il fascinoso Luca di Montezemolo, il Valentino sarto che ormai sembra più vero lui, il Valentino motociclista con la sua aria da scavezzacollo, Vasco Rossi, Gianni Morandi… per non parlare delle donne, da Margherita Hack all’irresistibile Michela Brambilla.

Attore e imitatore di una bravura straordinaria, è anche pittore. Bravo, naturalmente. La sua ultima mostra, alla Triennale Bovisa di Milano, è stata “Identità artefatte”. Il primo ricordo di un dolce? A proposito, gli piaceranno? “Mi piacciono, e molto! Il primo ricordo è mia madre che fa il classico ciambellone e io con mio fratello Glauco che lecchiamo la teglia dove rimane l’impasto. Buono, ma io preferivo qualcosa di extra per  rinforzarlo, come la marmellata o pezzi di cioccolato. Crescendo ho divorato molte crostate con tante marmellate diverse, ebbene sì sono un marmellata-fan! Un altro bel ricordo è il famoso salame di cioccolato; l’ho
preparato anch’io ai tempi del mio primo matrimonio. Sarà per questo che è finito? Non ci crederete, ma il mio salame piaceva molto a una mia zia che veniva dall’America. Però è stato un exploit unico, non ho continuato come pasticciere”.


Beh, con tutte le cose che fa sarebbe praticamente impossibile! E adesso, quali sono i dolci amati da Dario? “Nel tempo sono passato allo strudel e ora preferisco tutto ciò che è secco e piatto, possibilmente senza lievito. Anche il mio percorso di amante del cioccolato si è esaurito; da bambino impazzivo per la crema di nocciole e cacao e sono pian piano arrivato fino al cioccolato extra amaro, 95 per cento di cacao… e invece  adesso mi sembra tutto così stucchevole! Quindi, sono in pausa dal cioccolato. Poi, nel caffè metto un cucchiaino di zucchero ma non lo giro, alla fine con l’ultima goccia ne gusto un po’; che vorrà dire? Un po’
di dolce solo alla fine…”.
Psicanalisi dolciaria a parte, con tutti i suoi personaggi, sarebbe scontato e banale chiedergli quale dessert piacerebbe a chi.

E allora… qual è il dolce più romantico? “Bella domanda! Anche se sembra una cavolata, per me i famosi cantuccini nel vinsanto sono un dolce da due, da gustare insieme alla persona del cuore!”.
Dario fa il comico e  chissà qual è la sua idea di comicità legata a un dolce… non ha dubbi, il più comico è quello con costruzioni complicatissime, tipo una piramide di frutta che sembra star su miracolosamente, ma basta che levi una  fragolina minuscola e casca tutto, pezzi di frutta ovunque, con un risultato tremendo che in un attimo vanifica il lavoro del povero pasticciere. Quelli invece meno amati? Chiese con le colonne, carrettini, alberi…  insomma quelli di fantasia che più che colpo d’occhio non sono e poi si sciupano subito, meglio quindi la sostanza! Vuoi mettere la mattina un croccante e secco ventaglietto con il caffè? E un dolce da offrire a chi ti sta  ntipatico? “Il castagnaccio! Mi sta proprio antipatico, è indigesto e anche un po’ gommoso, mi ricorda il fegato che si mangiava di malavoglia da bambini perché la mamma diceva che faceva tanto bene, un po’  come il vino rosso che fa sangue… ecco, mi fa questo effetto! Comunque da quando imito la Brambilla devo stare bello magro e quindi a parte tutto devo fare un po’ di rinunce… Poi penso che tutta ‘sta voglia di dolce non era così  positiva; non ho più questi attacchi di dover mangiare un dolce a tutti i costi. Diciamo che la dolcezza la trovo dentro me stesso, e magari mi incanto a guardare i miei figli che mettono, come me da piccolo, le dita  nell’impasto. A Nedo, il maschietto più grande, piace molto la panna; Deleo, quattro anni, mangia di tutto, anche l’ovetto Kinder, mentre Ilaria, la grande, non è attaccata ai dolci: diciamo che è in fase riflessiva. Come me  del resto. Oggi il dolce è un qualcosa che dovrebbe avere valore da solo, piuttosto al posto di una cena, invece che alla fine dei pasti, che noia…”. Natale è passato da poco: Dario panettonista o pandorista? “Sarei  pandorista e convinto, anche se al pandoro manca la marmellata”. Oh, ma è proprio una fissa quella della marmellata! Ma piacerà a lui, oppure a qualcuno dei suoi personaggi famosi?

articolo tratto dal n. 36 gennaio 2010

 
 
 
 
 
 
     
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