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In ricordo di…

Quando “una” cerca le parole per scrivere e non riesce a trovarle, è meglio che se ne stia zitta. Poi, quasi magicamente, le parole arrivano.

Sono trascorsi ormai parecchi giorni da quando Maria Rinaldi, la cara Maria conosciuta dai più come la “moglie di Alfio Tarateta”, ha deciso di volare via.

La sensazione, Maria, è che tu abbia proprio deciso di andartene. Di mandare all’inferno la malattia, il dolore, le false speranze e di staccare la spina. La stessa determinazione di quando ti proponemmo di costruire insieme con noi la Coppa del mondo della gelateria, hai risposto sì, senza esitazioni. Anche se all’epoca poteva sembrare il sogno di una banda di visionari. Ma la stessa determinazione avevi mostrato quando ti proposi, molti anni prima, di costruire il Gruppo Donne Gelatiere, ti desti immediatamente da fare e il gruppo incredibilmente nacque, senza sprecare troppe parole. Avevi capito che era giunto il momento di aiutare le donne a uscire dal silenzio ed esprimere tutto il loro immenso potenziale.

E poi, Maria, con la tua sincerità a volte francamente mi spiazzavi: eri diretta e con una battuta riuscivi a togliere la pelle a chiunque ti desse l’impressione di essere insincero, così come quando i tuoi occhi sorridevano riuscivi a farti apprezzare da chi li sapeva leggere.

Beh, se siamo onesti, hai avuto una vita piena, appagata. Un lavoro che ti piaceva, una figlia, una nipotina, un genero che ti vogliono un bene dell’anima. Un marito che più amoroso di così non si può (e che a tratti ti ho invidiato. Pensavo, ma come fa Maria a farsi amare così tanto da quell’uomo? Ora che non ci sei più, arrivano tutte le risposte). Colleghi che ti rimpiangono. E io che sono rimasta senza l’amica su cui potevo contare, sempre, perché tu Maria c’eri a prescindere. Non giudicavi, mai.

Buona nuova vita, Maria cara.

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